“God Save my shoes”, nuovo documentario e film cult su donne e scarpe

Scritto da: il 12.10.11
Articolo scritto da . Sono Violetta, aka almostviola, aspirante dottoressa in Legge ma con molteplici passioni tutt’altro che giuridiche. Lettrice accanita di Glamour e simili, personal shopper di familiari e amici, violinista (al momento) a riposo, sperimentatrice in cucina, nel tempo libero blogger e fotografa specializzata in macro e assidua frequentatrice di librerie…in tutto faccio particolare attenzione al dettaglio: la presentazione di un dolce, l’accessorio giusto rispetto all’insieme, il particolare da cogliere in una foto. Spesso affetta da shopping compulsivo!!

Se già per il libro e il film “Il Diavolo veste Prada” era stato scomodato l’angelo scaraventato negli Inferi, adesso tocca direttamente a Dio essere chiamato in causa nel documentario “God save my shoes”, che descrive l’arcano e profondo legame tra ogni donna e le proprie scarpe.

Girato dalla francese Julie Benasra, presentato in anteprima a New York durante la Fashion Week, e già andato in onda in Francia su Canal + , “God save my shoes” si candida a diventare uno dei film cult di moda e fashion arricchendo un filone e un genere piuttosto florido che comprende “Il Diavolo veste Prada”, i vari “Sex and the City”, “I love shopping” e i più specialistici “The September Issue” e “Valentino, the last emperor”.

Immagine anteprima YouTube

Come è possibile dedurre dal trailer, God save my shoes è un collage di ministories, episodi disponibili in pillole anche sul web. Il perché dello stretto rapporto tra donne e scarpe viene ricercato attraverso le parole e l’esperienza degli shoe designer più famosi e conosciuti al mondo (Louboutin, Manolo Blahink, Pierre Hardy), di donne famose (Fergie, Dita Von Teese), di donne comuni ma con una non-comune passione per le scarpe che le rende definibili “shoesaholic” (arrivando a collezionare fino a 900 paia di scarpe), di giornalisti del settore e storici della moda.

C’è chi dice che le scarpe sono di per sé un’opera d’arte, una magia di equilibri e distribuzione del peso, chi le ama in quanto arma di seduzione, o perché sono capaci di modificare in un attimo la figura e la silhouette femminili, chi le definisce un lifting istantaneo e a basso costo (certo, quanto al basso costo avrei da ridire!), chi apprezza la loro capacità di far sentire più bella una donna regalandole sicurezza e chi dice invece che rendano le donne attraenti perché in equilibrio precario e quasi barcollanti instillando dunque nell’uomo un senso di protezione nei loro confronti.  Qualunque sia la ragione imperscrutabile e misteriosa del loro successo, le scarpe sono inconfutabilmente l’oggetto del desiderio di ogni donna. “Quel bisogno di scarpe…che non vuole sentire ragioni”, come dice Elio!

E, dato che parla di scarpe, anche il documentario è richiestissimo. Nell’e-shop del sito del documentario è possibile trovare il dvd di God save my shoes, insieme alle magliette ufficiali e alle locandinde; in più, per ogni dvd venduto una somma verrà devoluta a “Soles 4 Souls”, organizzazione benefica che raccoglie scarpe usate e soldi per coloro che non possono permettersi delle calzature nuove.

Guardare il documentario è come fare una scorpacciata di magazine e vetrine di lusso di scarpe: ci sono armadi da sogno, boutique esclusive e le immagini esclusive del paradiso delle fashioniste ovvero il megadeposito di scarpe di Vogue!

A questo punto non potevo lasciarvi che con una paladina delle shoesaholic: Carrie Bradsaw, convinta e accanita sostenitrice del diritto alle scarpe!

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