Shoe Lovin’ – Le Invisible Shoes e i concept “caotici” di Andreia Chaves

Scritto da: il 25.01.11
Articolo scritto da . Sono Violetta, aka almostviola, aspirante dottoressa in Legge ma con molteplici passioni tutt’altro che giuridiche. Lettrice accanita di Glamour e simili, personal shopper di familiari e amici, violinista (al momento) a riposo, sperimentatrice in cucina, nel tempo libero blogger e fotografa specializzata in macro e assidua frequentatrice di librerie…in tutto faccio particolare attenzione al dettaglio: la presentazione di un dolce, l’accessorio giusto rispetto all’insieme, il particolare da cogliere in una foto. Spesso affetta da shopping compulsivo!!

Non siamo davanti ad un esercizio di stile di qualche designer o ad una creazione futuristica ispirata al recente film “Tron”; si tratta di un modello della collezione “Invisible Shoes”, da poco in vendita e disegnato dalla designer sudamericana Andreia Chaves. L’effetto è davvero soprendente e, navigando un po’ ho trovato diverse interviste in cui è la stessa artista a spiegare il concept della collezione.


“La serie “Invisible Shoe” nasce da uno studio di effetti ottici applicati al design delle calzature. Si esamina il concetto di invisibilità creata attraverso l’effetto “camaleontico”. La superficie della scarpa presenta una rifinitura riflettente che crea un effetto ottico che inganna l’occhio e “nasconde” la scarpa a ogni passo. Il suo design va ben oltre la funzione primaria della scarpa, per cui “proteggere” il piede significa anche “cancellarlo” o “cammuffarlo” nell’ambiente. Esaminando il rapporto fra corpo e spazio, gioco con l’idea di scarpa come oggetto del desiderio contemporaneo, creato per non essere visto”.

La designer è nata e cresciuta a San Paolo, ma è poi arrivata in Italia per perfezionare le proprie conoscenze tecniche sul design di scarpe, sull’accostamento e la lavorazione di materiali diversi studiando la forma e gli effetti ottici di questi sulle scarpe; tutto collaborando con artigiani italiani esperti nella lavorazione della pelle.

Andreia Chaves spiega così le influenze delle sue esperienze sulle creazioni: ” Il fatto di essere cresciuta in una città caotica come San Paolo, piena di contrasti, stando in contatto con la diversità e con una costante esposizione a diversi stimoli visuali, mi ha influenzato nel modo di pensare e concettualizzare le mie scarpe. Guardando ai miei lavori, posso chiaramente notare la mia versatilità, che viene proprio dal SudAmerica. Ma, insieme, in questo mix, c’è anche il segno delle mie esperienze in Europa”

Della serie “Invisible Shoe” fanno parte i primi due modelli in queste immagini: uno ricoperto di specchi che riflettono tutto ciò che circonda il piede annullando dunque il piede stesso, l’altro invece è una sorta di “cage shoe” che ricorda i cage sandals di YSL e la cui struttura è fatta solo di scarne linee geometriche e aria.

Altri concept della shoe-designer e  frutto di studi della forma sono le Twirled Shoes, in pvc e metallo,

le Prism Shoes, in cui il “caos ordinato” trova luogo e forma attraverso dei prismi simili ad origami,

le Form & Texture Shoes, in legno e pelle  sotto forma di cubi e quadrati che, come pixel aggregati, ricreano la silhouette della scarpa,

e per finire le Velcro Shoes, estrema forma di libertà e caos, costituite da strisce di velcro che trattengono il piede e possono essere modellate a piacimento.

Resta la perplessità sull’indossabilità di questi modelli,  ma è  indubbio che siano delle affascinanti opere d’arte, frutto di studio e precisione nei dettagli. E’ la dimostrazione che è possibile trovare la bellezza nel caos?

Via | Yatzer & Vogue

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