Amy Winehouse: musica, stile inconfondibile e passione

Scritto da: il 26.07.11
Articolo scritto da . Sono Violetta, aka almostviola, aspirante dottoressa in Legge ma con molteplici passioni tutt’altro che giuridiche. Lettrice accanita di Glamour e simili, personal shopper di familiari e amici, violinista (al momento) a riposo, sperimentatrice in cucina, nel tempo libero blogger e fotografa specializzata in macro e assidua frequentatrice di librerie…in tutto faccio particolare attenzione al dettaglio: la presentazione di un dolce, l’accessorio giusto rispetto all’insieme, il particolare da cogliere in una foto. Spesso affetta da shopping compulsivo!!

E’ stato già detto molto, forse troppo, sul lato oscuro di Amy Winehouse,  sulle sue dipendenze, i disturbi alimentari, su quelle debolezze che malgrado i vari tentativi di recupero la riattiravano e la facevano cadere sempre e più di prima in un vortice autodistruttivo. La storia del talento che si spegne a 27 anni, come altri grandi della musica, e la retrospettiva in negativo sono più appetibili per i media di una storia completa che racchiuda non sono i bassi, ma anche gli alti di una carriera breve ed intensa come quella di Amy Winehouse.

Sarò forse poco obiettiva perché sono una sua fan, ma qui non mi interessano i suoi momenti peggiori; ci occuperemo solo di ciò che Amy Winehouse ha portato nel mondo della musica, dello spettacolo e della moda con il suo stile originale.

Figlia di un tassista inglese, grazie ad uno stile che mixa pop, rock, jazz e blues e ad una voce inconfondibile approda alle prime posizioni delle classifiche internazionali col suo album del 2006 “Back to Black”, che la rende famosa in tutto il mondo e le fa vincere 5 Grammy ( tra cui i più prestigiosi premi come Miglior artista emergente, miglior album e miglior canzone dell’anno).

Il suo look è subito identificabile e resta coerente nel tempo dal 2006 in poi: accounciatura bouffant, cat-eye molto marcati con una spessa linea di eye-liner, tanti tatuaggi, canotte e shorts per le situazioni più casual e abiti dalle linee strizzate anni ’50-’60 per le esibizioni, sempre con reggiseno in contrasto.

Diversissima dall’immagine più pulita e semplice del debutto col suo primo album qualche anno prima.

E’ evidente il forte dimagrimento, che farà parlare dei disturbi alimentari di Amy e darà modo ai giornalisti di iniziarsi ad interessare ai suoi problemi personali più che alla sua musica.

Il mondo della moda si interessa a Amy Winehouse e al suo stile deciso e retro, tanto che arriva anche una collaborazione con il marchio Fred Perry per una linea di scarpe e abbigliamento firmata dalla cantante e prensentata nel Marzo 2011.

I colori e le linee sono proprio suoi: quadretti Vichy, grandi cinture, polo smanicate, tanto nero insieme a bianco e rosa.

Ma l’interesse della moda non è così recente; Karl Lagerfeld nel 2007 disse di apprezzare molto il suo stile, paragonandola ad una nuova e moderna Brigitte Bardot che, come lei, aveva fatto di capelli cotonati e occhi da gatta un segno distintivo.

La collezione Chanel pre-fall 2007/08 trae così spunto ed ispirazione proprio dal mood 60′s della cantante inglese.

Quando poi si diventa un’icona di stile molto riconoscibile, basta una parrucca e una linea di eye-liner e l’omaggio in copertina o nei servizi di moda diventa semplicissimo e quasi inevitabile. Ecco dunque Isabeli Fontana nei panni di Amy Winehouse per Vogue Francia nel febbraio 2008,

per continuare con un servizio su Numéro 84

e su Candy Magazine.

I suoi testi, le sue canzoni parlano di grandi passioni, turbolente, travolgenti, non sempre costruttive. Insomma, erano indubbiamente autobiografiche, e assumono un significato quasi profetico se rilette alla luce dell’epilogo tragico di questa storia.

“They tried to make me go to rehab but I said ‘no, no, no’…
I don’t ever wanna drink again
I just ooh I just need a friend”

“And life is like a pipe
And I’m a tiny penny rolling up the walls inside”

“All I can ever be to you,
Is a darkness that we knew,
And this regret I had to get accustomed to”

Come le canzoni, anche i suoi tatuaggi parlano della sua vita: pin-up ad indicare l’ispirazione del suo stile, un lampo, una piuma ad indicare forza e debolezza insieme e poi il tatuaggio dedicato al suo ex-marito Blake Fielder-Civil con quella scritta “Blake’s” come una targhetta che ne dichiarasse l’appartenenza.

Blake ha ispirato molte delle canzoni di Amy…lei lo ha difeso quando lui era in carcere, diceva di essere stata salvata da lui in più di una occasione,

e di sicuro la fine del matrimonio avrà contribuito negativamente sulla sua forza e sulla volontà di riprendersi ed andare avanti.  E forse questa sofferenza le faceva interpretare brani vecchi con più intensità, come questa versione che non avevo mai sentito prima di “Love is a losing game”…commovente vederla asciugarsi le lacrime che spuntano tra una parola ed un’altra…

Immagine anteprima YouTube

D’altronde lei ce l’aveva già detto prima in musica, e pure chiaramente:

“I cheated myself,
Like I knew I would,
I told you I was trouble,
You know that I’m no good”

  • http://www.facebook.com/valenta82 Valentina Mazza

    Grazie Violet per questo bellissimo post, e per avermi fatto conoscere quel video, meraviglioso. 

  • Anonimo

    Sono felice che ti sia piaciuto…ormai dobbiamo andare alla ricerca di interpretazioni-”chicca” come questa non potendone avere di nuove.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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